domenica 30 dicembre 2007

Buon 2008...


...Un anno vissuto e uno da vivere stanno per salutarsi ed io vorrei che tutto quello che desiderate giunga a voi....con tanto affetto...

Poesia del vento...


...Non serbare nulla, spendi, sperpera allegrie, gioie, scambiale con l'aria azzurra perchè vadano volando, per il cielo, fanne acqua, riempi i torrenti del mondo delle sue schiume sprizzanti, entra in anime assopite e scuotile per le ali, agita, come di grano, grandi campi di speranze, straripa, straripati...

Fiaba del Bosco Incantato (Epilogo)


...Fiocco di Neve tornò al Villaggio degli Infermi e insegnò agli abitanti il senso dell’Amore. Diffuse il suo Amore nei cuori di tutti loro, e improvvisamente si sentirono Felici. Il raffreddore passò, il diabete non c’era più, la pressione tornò normale. E tutti erano di buon umore. E se qualcuno prendeva l’influenza, allora gli facevano il lavaggio del cuore per riempirlo d’Amore. Nel Paese dei Miseri accadde che all’arrivo di Fiocco di Neve e dopo la sua predica, tutti si sentirono meglio nell’animo, e senza aspettare che il Padrone desse il consenso iniziarono a lavorare la terra, ad aprire i mercati, a rifarsi gli abiti e le case, tanto erano felici! Il Padrone allora capì che la forza dell’Amore avrebbe curato la figlia e improvvisamente fu anch’egli più felice e la figlia guarì. Si decise di fare una grande festa in onore di Fiocco di Neve, ma lei non c’era già più. Dicono che la Felicità non andò via con lei, perché ormai tutti avevano l’Amore nel proprio cuore.

sabato 29 dicembre 2007

Poesia dedicata all' uomo piombo...


...Di', ti ricordi dei sogni? Quand'erano proprio lì davanti? Che distanza, in apparenza, dagli occhi! Sembravano alte nuvole, fantasmi senza un appiglio, orizzonti irraggiungibili. Ora guardali, con me, eccoli dietro di noi. Se erano nuvole, siamo su nuvole più alte. E se orizzonti, lontani, ora per vederli, bisogna voltar la testa perchè li abbiamo passati. Ci troviamo all'altro lato di quei sogni che sogniamo, da quel lato che si chiama la vita che si è compiuta...

Fiaba del Bosco Incantato (quarta parte)


...Fiocco di Neve era piena di sconforto. Non riusciva a credere che nel mondo ci fosse tanta sofferenza: nel Bosco Incantato tutto era perfetto! Perché fuori del Bosco le cose erano così brutte?
Fecero ritorno al villaggio vicino al Bosco, ma il Bosco Incantato non c’era più perché Fiocco di Neve aveva smesso di credere nella Felicità fuori del Bosco. Nel Bosco Incantato era rimasto solo il laghetto di ninfee, e lì Fiocco di Neve vuotò le sue lacrime di disperazione. Allora le apparve il Mago della Luce, con lo sguardo triste. Non proferiva parola alcuna. Semplicemente la guardava triste. Allora Fiocco di Neve capì. La Felicità era sempre stata lì, dentro di lei, e finché l’Amore avesse vissuto nel suo cuore il mondo sarebbe stato perfetto.
"Con l’Amore che si diffonde tutto intorno a noi non esiste la sofferenza" disse il Mago, ora ravvivato. "Fiocco di Neve, ora hai capito qual è la verità? Non smettere di essere felice e diffondi il tuo Amore" disse il Mago e poi scomparve. Dal laghetto di ninfee che aveva raccolto le lacrime di Fiocco di Neve cominciò ad emergere una forte luce verde e nel giro di pochi secondi ricomparve il Bosco. Fiocco di Neve allora tornò al villaggio e cercò Il Gobbo e Il Dritto. Appena li ebbe trovati disse loro: "Non è vero quello che mi avete fatto vedere. La malattia, la povertà, la miseria, non sono che apparenze. La Verità è l’Amore. Siete riusciti a farmi perdere l’Amore, e allora io ho visto la sofferenza". Il Gobbo disse: "Ma come? E allora tutta quella gente? Anche loro la vedevano e la sentivano la sofferenza…"
E Il Dritto disse: "Mica possiamo ingannare tutti quanti insieme…"...

mercoledì 26 dicembre 2007

La libertà...


La tua libertà dammi. E non la tua fatica, no, nè le foglie secche, il tuo sonno, occhi chiusi...Se mi dai la tua libertà mi dai i tuoi anni bianchi, limpidi e aguzzi come denti, mi dai quel tempo in cui tu ne godevi...La voglio, la tua libertà, solo per liberarla...Non c'è prigione per te nel mio essere. Per me ti serba la tua libertà. E la libererò di nuovo, e in cielo, o nel mare, nel tempo, la vedrò incamminarsi al suo destino. Se quello sono io, ti sta aspettando...

Fiaba del Bosco Incantato (terza parte)


...Fiocco di Neve non riusciva a credere che fosse possibile l’esistenza delle malattie (lei non si era mai ammalata e nel Bosco Incantato nemmeno i vicini). Chiese, rivolgendosi al Gobbo e al Dritto, se gli abitanti del villaggio fossero caduti in qualche sortilegio, magari c’era qualche mago potente nei dintorni. Ma, disse il Gobbo: "No, cara piccola Fiocco di Neve - con una vocina stridula - questa è la vera vita. È ora che tu impari che non esiste la felicità fuori del Bosco Incantato".
Fiocco di Neve ebbe un sussulto al cuore. "Non è possibile", pensò. Ma non disse nulla. Proseguirono il viaggio e arrivarono al Paese dei Miseri. Infatti gli abitanti erano ricoperti di stracci per vestiti. Fiocco di Neve si avvicinò a quello che, dal portamento, doveva essere il capo del Villaggio e chiese: "Buon uomo, dite, perché gli abitanti di questo paese indossano vestiti così poveri? E perché le case sono così fatiscenti?". L’uomo si tolse il cappello e tirò un lungo sospiro incrociando le mani sul petto: "il padrone del Paese non ci fa lavorare. E se non lavoriamo non possiamo mantenere una vita dignitosa!", e gli occhi gli si umettarono di lacrime. Fiocco di Neve chiese ancora: "buon uomo, dite, e perché il Padrone non vi fa lavorare?". Egli rispose con la voce sempre più debole: "perché la figlia del Padrone è malata e nessuno riesce a curarla, e allora il Padrone ci punisce in questo modo". E chiuse la bocca, lasciando intendere che non voleva parlare più della sua condizione. Fiocco di Neve guardò Il Dritto, mentre le diceva: "Hai visto che il mondo è fatto di sofferenze e crudeltà? Rassegnati e smettila di sognare e predicare la bellezza e l’armonia, la felicità esiste solo nel Bosco Incantato". Fiocco di Neve ci pensò un attimo e decise di proseguire il viaggio, ma in ogni paese che incontravano trovava solo gente oppressa dalle fatiche, dalla disperazione, dalle malattie o altro. E ogni volta, o Il Dritto o Il Gobbo le ripetevano la stessa cosa: "la felicità esiste solo nel Bosco Incantato"...